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Lo scaffale


Introduzione

Georges Perec - W o il ricordo d'Infanzia


Introduzione

Questa pagina permette di curiosare fra i libri che sto leggendo in questo periodo, o che ho letto recentemente. Troverete i titoli, accompagnati da eventuali appunti di lettura e osservazioni.

La funzione di questa pagina è in parte personale: vorrei utilizzarla come stimolo a tenere con maggiore regolarità una traccia scritta delle mie letture. E' quindi possibile che talvolta le note che seguono risultino criptiche, parziali, disomogenee. Mi auguro comunque che possano fornire anche una occasione di interazione: se avete letto anche voi uno dei libri su cui mi soffermo, e naturalmente se ne avete voglia, potrete scrivermi il vostro parere.


Georges Perec - W o il ricordo d'Infanzia

Traduzione italiana di Dianella Selvatico Estense. Rizzoli, 1991.

Prima di tutto, qualche rimando: una rapida ricerca attraverso Lycos conduce a almeno due siti WWW dedicati a Perec: uno ufficiale, presso l'università di Lille, completo di biografia, bibliografia, album fotografico, e uno più spartano ma egualmente interessante, opera di un appassionato americano.

Ed ora il libro, che nasce dall'intreccio di due narrazioni apparentemente indipendenti e in realtà fortemente interconnesse. Un racconto di finzione, immerso in un'atmosfera vagamente misteriosa e un po' ottocentesca, e un racconto scarnamente autobiografico, nel quale, secondo moduli narrativi ben familiari ai lettori di Perec, fatti e pensieri minimi e occasionali ricostruiscono ad intarsio le tappe essenziali di una vita - in questo caso, la vita dell'autore.

In tutte e due le narrazioni, entrambe in prima persona, si ritrova un tratto che mi pare distintivo della produzione letteraria di Perec: il confronto continuo tra la nuda fattualità degli accadimenti - spesso presentati attraverso descrizioni o enumerazioni che se non raggiungono la minuzia de La vita, istruzioni per l'uso conservano comunque la funzione di sottolineare la natura di mero dato di molta parte della nostra vita interiore ed esteriore - e l'insieme delle possibilità che il capriccio del caso ha voluto non realizzate, relegate in un limbo di virtualità non privo di una propria consistenza, ma precluso all'accesso diretto, e per questo segnato da un senso di desiderio inappagato e di vaga nostalgia.

Alla prima categoria, quella delle descrizioni nelle quali la realtà si presenta sotto la forma del mero dato, appartengono ad esempio passi come il seguente:

"Mia madre ha un grande cappello di feltro con un nastro intorno e una gala, che le copre gli occhi. Ha una perla infilata nel lobo dell'orecchio. (...) Indossa un cappotto di panno scuro, con ampi risvolti, aperto su una blusa probabilmente di rayon, dal colletto rotondo, chiuso da sette grossi bottoni bianchi - ma il settimo è visibile a stento - ..."

O ancora:

"Mia madre mi accompagnò alla Gare de Lyon. Avevo sei anni. Mi affidò a un convoglio della Croce Rossa che andava a Grenoble, in zona libera. Mi comprò un giornaletto illustrato, un Charlot, sulla copertina del quale si vedeva Charlot, bastoncino, cappello, scarpe e baffetti, buttarsi con un paracadute. Il paracadute è agganciato a Charlot dalle bretelle dei pantaloni."

Il ricordo è drammatico - l'ultimo incontro con la madre, destinata a morire in campo di concentramento - ma è fornito nella sua nuda fattualità: la sua valutazione emotiva è lasciata al lettore. Come lo stesso Perec dichiara esplicitamente - pur se attraverso l'io narrante della storia di finzione - l'obiettivo è quello di "adottare il tono freddo e distaccato dell'etnologo: ho visitato quel mondo, ed ecco cosa ho visto".

La seconda categoria, quella delle possibilità non realizzate, sembra articolarsi in diverse tipologie:

Il testo di Perec al quale W o il ricordo di infanzia sembra riallacciarsi più direttamente è probabilmente la breve raccolta Sono nato. Il tipo particolare di compresenza delle categorie della descrizione fattuale e della descrizione 'modale' del campo del possibile - compresenza collegata alle specifiche esigenze di una narrazione realmente o fittiziamente autobiografica - fornisce una possibile chiave di lettura di opere di Perec nelle quali l'una o l'altra delle due polarità sembra prevalere: La vita, istruzioni per l'uso, in cui prevale l'aspetto fattuale, e Le cose, in cui prevale l'aspetto modale.

Quanto al giudizio complessivo sul libro: a me è piaciuto molto, come del resto tutte le altre opere di Perec che ho avuto occasione di leggere. Se qualcuno ha opinioni al riguardo, può naturalmente scrivermi.

(20 novembre 1995; © Gino Roncaglia)